Frax e DeFRA

GLI ALGORITMI PER VALUTARE IL RISCHIO DI FRATTURA

La stima del rischio di frattura è fortemente condizionata oltre che dal valore di densità minerale ossea valutata con le comuni tecniche densitometriche anche dalla presenza o meno di altri specifici fattori di rischio, quali

  • la familiarità
  • Il fumo
  • La terapia prolungata con corticosteroidi
  • L’eccessiva assunzione di alcolici
  • La presenza di pregresse fratture da fragilità

La possibilità di integrare tutte queste variabili (BMD e fattori di rischio clinici) in uno specifico algoritmo per il calcolo del rischio di frattura individuale nei 10 anni successivi è una relativamente recente acquisizione attraverso la quale si è passati da un atteggiamento clinico in cui la soglia diagnostica equivaleva alla soglia terapeutica (cioè si procedeva quasi d’ufficio al trattamento farmacologico di tutti i pazienti che presentavano valori densitometrici coincidenti con diagnosi di Osteoporosi) ad un diverso modo di approcciarsi alle scelte tenendo cioè conto del rischio individuale di frattura del paziente nei 10 anni a venire. Detto questo resta comunque il problema di stabilire a quale soglia di rischio di frattura decidere di intervenire (10%?, 15%?, 20%?): ciò è ancora in parte fonte di dibattito a testimonianza del fatto che gli algoritmi per la stima del rischio di frattura non intendono sostituirsi al giudizio del clinico, ma solo fornire un indirizzo affinché le scelte siano meglio ponderate. È evidente come la scelta del livello o soglia di intervento dipenda essenzialmente dalla individuazione del rapporto Costo/Beneficio e che quest’ultimo è strettamente correlato al costo del farmaco ed ai costi che si intendono sostenere (sia a livello di SSN, ma anche individuale) per la prevenzione delle frattura da fragilità.

Il FRAX è l’algoritmo sviluppato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. Esso è utilizzabile online direttamente dal sito web specifico oppure è anche disponibile come applicazione per iPhone, iPod. Molto recentemente il software è stato anche integrato nel referto densitometrico di due importanti produttori di densitometri ossei (Hologic e GE ). Nel FRAX i fattori di rischio clinici di frattura considerati sono l’età, il BMI, il fumo, l’uso di steroidi, l’abuso alcolico, l’anamnesi personale di frattura da fragilità, l’anamnesi familiare di primo grado per frattura di collo di femore. Fatta eccezione per i primi due (variabili continue) gli altri sono variabili dicotomiche (cioè è consentita solo la risposta sì o no in base alla loro presenza o assenza).
[ calcola il FRAX ]

Il DeFRA (Derivato dal FRAX) è un algoritmo attualmente disponibile in Italia su chiavetta USB con possibilità di archiviare i dati di ogni singolo paziente. Esso prende in considerazione gli stessi fattori di rischio clinici utilizzati dal FRAX (dal quale deriva), ma con la possibilità di meglio dettagliarne alcuni. È così che mentre nel FRAX il fattore di rischio fumo consente di fornire solo la risposta dicotomica (si o no) nel DeFra la risposta affermativa prevede la diversificazione a seconda del numero di sigarette fumate (maggiore o minore di 10 al giorno). O ancora mentre nel FRAX l’anamnesi personale di pregresse fratture consente solo la risposta dicotomica sì o no, nel DeFra, in caso di anamnesi di pregressa frattura è prevista la possibilità di specificare se una o più di una. Un altro importante fattore di rischio meglio definibile nel DeFra rispetto al FRAX è l’uso cronico di steroidi: infatti nel DeFra è possibile specificare se l’utilizzo è superiore o inferiore ai 5 mg/die di equivalente prednisonico.
È evidente che tali affinamenti consentono di meglio modulare la stima in quanto il fattoriale di rischio cambia in base non solo alla presenza o assenza del fattore di rischio stesso, ma anche in base alla sua quantificazione.
[ calcola il DeFRA ]